Storia
Le origini
È lo stemma blasonato dei nobili Ghislieri, scolpito sul portale rinascimentale d’ingresso alla villa di Riccagioia sede della Fondazione, ad accogliere i visitatori in questo splendido angolo di Oltrepò Pavese, dove le tracce del passato dialogano con le più avanzate espressioni di modernità.
Come narra la splendida Casa Asburgica, la tenuta di Riccagioia racconta di un luogo che intreccia le vestigia ben conservate della storia d’Italia e l’agire moderno e tecnologico di quanti operano a Riccagioia dove, oltre alla Fondazione, sono ospitati il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese e il Distretto del Vino Oltrepò Pavese, Valoritalia e il Laboratorio Enoconsulting, nonché il ristorante Villa Naj, che ha fatto della tradizionalità agricola locale e della stagionalità dei prodotti locali il cuore della sua cucina, premiata con una stella Michelin.
Il testamento di Carlo Gallini
Nel suo testamento olografo, datato marzo 1887, il vogherese Carlo Gallini scriveva: «Desidero destinare una parte dei miei averi ad una fondazione per l’istituzione di un Pio Istituto collo scopo di promuovere l’arte agricola ed educare figli poveri, specialmente orfani, per fare onesti ed abili agricoltori». Imprenditore agricolo illuminato nonché uomo di cultura e figura politica di primo piano, Carlo Gallini coniugò una spiccata vocazione filantropica con l’impegno deciso a far avanzare l’istruzione agraria.
La nascita del Pio Istituto e della Scuola di Agricoltura
Nominò lo Stato italiano erede dei propri beni, affinché venissero istituite un’opera pia e una scuola di agraria e alla sua morte, nel 1888, venne dato avvio alla fondazione Pio Istituto Agricolo Vogherese e alla Scuola Pratica di Agricoltura, da cui in seguito sarebbero nate la Fondazione Gallini e l’Istituto Tecnico-Agrario di Voghera.
L’eredità della Fondazione Gallini
Alla Fondazione Gallini e alle sue attività di beneficenza, assistenza e finanziamento di opere di sviluppo agricolo si deve l’amministrazione e la conservazione della preziosa eredità che giunse fino a ERSAF con un patrimonio di 710 ettari di terreni, arricchiti da storici cascinali, ville e palazzi di pregio.
Piero ed Emma Annovazzi
Testimone di un’esistenza virtuosa quale fu quella di Carlo Gallini, la storia di Riccagioia si lega anche alle vicende di un’altra famiglia, i coniugi Piero ed Emma Annovazzi, imprenditori agricoli mossi da un’analoga vocazione alla filantropia e all’impegno civico, che elessero Riccagioia a loro residenza estiva e che vollero destinare parte dei propri beni allo sviluppo di opere agricole in Oltrepò Pavese.
La volontà di Piero Annovazzi
Fu difatti poco prima di morire, nel 1946, che Piero Annovazzi, proprietario di alcuni terreni acquistati a Torrazza Coste, in località Riccagioia, espresse la volontà di lasciare i propri fondi al Pio Istituto Agricolo di Voghera, perché li impegnasse a favore dell’istruzione tecnica e dello sviluppo e promozione dell’arte agricola.
Il lascito di Emma Annovazzi
Dieci anni dopo, nel 1956, Emma Annovazzi, memore e custode della volontà del marito Piero, mediante lascito testamentario trasferì alla Fondazione Gallini i beni di Riccagioia: un patrimonio storico, agricolo e architettonico composto da 56 ettari coltivati a vigneti, frutteti e seminativi che facevano da suggestivo scenario naturale alla dimora nobiliare edificata attorno al sedicesimo secolo dalla famiglia pavese dei Ghislieri.